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Perché il mio sito non compare su Google: diagnosi in sei passi

«Non compare su Google» può voler dire due cose diverse: la pagina non è nell'indice, oppure è nell'indice ma non la trovi tra i risultati che guardi. Nel primo caso c'è quasi sempre un motivo tecnico preciso, che Search Console ti dice con un'etichetta; nel secondo il problema è di pertinenza e concorrenza. Questa guida segue l'ordine in cui conviene controllare, con i nomi esatti che trovi nell'interfaccia italiana di Search Console.

Aggiornato Lettura: 5 min Scritto dal team GE-KO

Passo 1: chiedi a Search Console, non alla ricerca site:

L'operatore site: va bene per un'occhiata, ma Google avverte che non restituisce necessariamente tutti gli URL indicizzati (operatore di ricerca site:). Per una singola pagina la risposta affidabile è lo strumento Controllo URL: incolla l'indirizzo nella barra in alto di Search Console.

Il riepilogo dice «L'URL si trova su Google» oppure «L'URL non si trova su Google». Nel primo caso la pagina è indicizzata e il problema è di posizionamento (passo 6). Nel secondo apri la sezione Indicizzazione delle pagine: le voci «Scansione consentita?», «Indicizzazione consentita?» e «Contenuto canonico selezionato da Google» di solito indicano già il colpevole. Con «Testa URL pubblicato» controlli la versione attuale della pagina, non quella che Google ha visto l'ultima volta.

Passo 2: leggi il motivo nel report Indicizzazione delle pagine

Per il sito intero, il report Indicizzazione delle pagine raggruppa gli URL non indicizzati per motivo. Queste sono le etichette che si incontrano più spesso:

Motivi di mancata indicizzazione in Search Console e passo da cui partire
Motivo in Search Console Cosa significa Vai a
URL contrassegnato con "noindex" Google ha trovato una direttiva noindex e non ha indicizzato la pagina. Passo 3
URL bloccato da robots.txt Il robots.txt impedisce la scansione; in rari casi l'URL viene indicizzato lo stesso, senza che Google ne abbia letto il contenuto. Passo 4
Pagina con reindirizzamento L'URL rimanda a un altro e quindi non viene indicizzato: normale se il redirect è voluto. Passo 5
Pagina duplicata, Google ha scelto una pagina canonica diversa da quella specificata dall'utente Hai indicato un canonical, ma Google considera migliore un altro URL e indicizza quello. Passo 5
Non trovata (404), Soft 404, Errore del server (5xx) La pagina non esiste, sembra vuota pur rispondendo, o il server ha restituito un errore. Passo 5
Rilevata, ma attualmente non indicizzata Google conosce l'URL ma non l'ha ancora scansionato, spesso perché la scansione sembrava sovraccaricare il sito. Passo 6
Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata Google l'ha scansionata e per ora non l'ha indicizzata; non serve inviarla di nuovo. Passo 6

Non tutto ciò che resta fuori va corretto. Google stesso scrive che non è un problema se un URL non viene indicizzato per un motivo giusto, come un noindex voluto, un duplicato o una pagina rimossa. Conta che siano indicizzate le pagine che ti portano clienti.

Passo 3: un noindex dimenticato

È la causa più diretta e spesso nasce al lancio: il sito è stato costruito su un ambiente di prova con il noindex attivo e nessuno l'ha tolto. Il noindex può stare in un meta tag nell'<head> oppure nell'header HTTP X-Robots-Tag, che nel codice della pagina non si vede (Google Search Central).

Su WordPress apri Impostazioni > Lettura: la casella «Scoraggia i motori di ricerca dall'effettuare l'indicizzazione di questo sito» deve essere vuota. Poi controlla le impostazioni del plugin SEO sui singoli contenuti e le regole del server o della CDN.

La verifica meta tag legge in pochi secondi sia il meta tag robots sia l'header. Dopo la correzione Google deve tornare sulla pagina per accorgersene, e secondo la sua documentazione per una pagina poco importante possono servire mesi: per quelle che contano usa «Richiesta di indicizzazione» nel Controllo URL.

Passo 4: robots.txt blocca la scansione, non l'indicizzazione

Il robots.txt dice ai crawler quali URL possono scansionare, ma Google precisa che non è un meccanismo per tenere una pagina fuori da Google (introduzione ai file robots.txt). Due errori opposti capitano spesso:

  • Una riga Disallow: / rimasta dall'ambiente di prova blocca tutto il sito. Per vederla basta aprire tuodominio.it/robots.txt.
  • Una pagina bloccata nel robots.txt e marcata noindex allo stesso tempo: Google non può scansionarla, quindi non vede mai il noindex, e l'URL può restare nell'indice. Per togliere una pagina da Google usa il noindex e lascia libera la scansione.

Il blocco non è sempre nel file. Firewall, protezioni anti-bot e CDN configurati male possono respingere Googlebot anche con un robots.txt corretto; in Search Console compaiono come «Errore del server (5xx)» o «Bloccata a causa di un accesso non autorizzato (403)». La verifica crawler AI mostra cosa consente il tuo robots.txt a Googlebot e ai bot AI.

Passo 5: canonical, redirect e codici di stato

Il canonical è un'indicazione forte, non un ordine. Google elenca i metodi per indicare l'URL preferito in ordine di peso: redirect, poi rel="canonical", poi la sitemap, e scrive che usarne più di uno, coerenti tra loro, rafforza la scelta (come specificare un URL canonico). Se i segnali si contraddicono, decide Google. Controlla questi punti:

  • Il canonical della pagina punta a sé stessa, salvo quando vuoi davvero unire dei duplicati.
  • Nessun tema o plugin manda il canonical di tutte le pagine verso la home, la versione http o il dominio di prova.
  • La pagina risponde 200: un 404 non viene indicizzato e un redirect porta Google sull'altro URL.
  • Niente catene o loop di redirect, che Search Console segnala come «Errore di reindirizzamento».
  • Le versioni con e senza www, in http e in https, portano tutte con un redirect a una sola.

La verifica hreflang e canonical mostra il canonical di una pagina con il suo stato e, se il sito ha più lingue, i redirect e il noindex di ogni versione.

Passo 6: sito nuovo, scoperta e qualità

Se il sito o la pagina sono nuovi, il motivo può essere solo il tempo. La guida di Search Console indica che può servire circa una settimana prima che Google inizi scansione e indicizzazione, che l'indicizzazione non è mai immediata anche con una richiesta diretta e che Google non garantisce l'ingresso di tutte le pagine nell'indice. Le richieste di indicizzazione hanno un limite giornaliero: per molte pagine Google consiglia di inviare una Sitemap.

Google trova le pagine seguendo i link e leggendo le sitemap. Una pagina che nessun'altra pagina del sito linka, raggiungibile solo dalla ricerca interna, rischia di non essere trovata: collegala dal menu o da contenuti vicini.

Se non c'è nessun blocco tecnico e la pagina resta «Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata», la domanda diventa la qualità. Google scrive di non aspettarsi che ogni URL venga indicizzato, perché alcuni sono duplicati o non contengono informazioni significative, e chiede contenuti utili, affidabili e pensati per le persone. Aggiungere informazioni che hai solo tu, o unire pagine quasi uguali, è la strada da seguire, invece di ripetere la richiesta.

Se infine il Controllo URL dice «L'URL si trova su Google» ma non vedi la pagina tra i risultati, guarda i report Azioni manuali e Problemi di sicurezza. Se sono puliti, la pagina è nell'indice e altre rispondono meglio a quella ricerca: servono contenuti più pertinenti e tempo, non correzioni tecniche.

Cosa controlla Sitequiry e cosa no

L'analisi gratuita legge una pagina da fuori e segnala quello che può bloccare l'indicizzazione: noindex nel meta tag e nell'header X-Robots-Tag, canonical mancante, pagina non in HTTPS. Tramite Google PageSpeed riporta anche gli audit SEO di Lighthouse su codice di stato HTTP, pagina bloccata dall'indicizzazione, robots.txt non valido e canonical non valido.

Non legge Search Console e non sa se Google ha indicizzato la pagina: per quello c'è il Controllo URL. Per un controllo lampo usa la verifica meta tag o la verifica hreflang e canonical; per contenuti, velocità e segnali AI c'è l'analisi SEO completa.

Domande frequenti

Quanto ci mette Google a indicizzare un sito nuovo?

Non c'è un tempo fisso. Search Console parla di circa una settimana prima che Google inizi scansione e indicizzazione di un sito nuovo, ma può volerci di più e l'indicizzazione non è garantita. Una sitemap e i link da pagine già note aiutano Google a trovare le pagine.

La «Richiesta di indicizzazione» serve a qualcosa?

Chiede a Google di guardare un URL preciso; secondo Google in genere l'indicizzazione richiede circa un giorno, a volte molto di più. La richiesta non garantisce l'ingresso nell'indice e c'è un limite giornaliero.

Se blocco una pagina nel robots.txt sparisce da Google?

Non per forza. Il robots.txt blocca la scansione, non l'indicizzazione: l'URL può comparire lo stesso se altri siti lo linkano. Per tenere una pagina fuori da Google usa il noindex lasciando libera la scansione, oppure una password.

Il Controllo URL dice «L'URL si trova su Google», ma non vedo la pagina. Perché?

Essere nell'indice non significa comparire per ogni ricerca: i risultati dipendono dalla query, dalla posizione e da molte altre variabili. Controlla Azioni manuali e Problemi di sicurezza; se sono puliti, il lavoro da fare è sulla pertinenza del contenuto.

Sitequiry può dirmi se la mia pagina è indicizzata?

No. Sitequiry trova da fuori i blocchi tecnici visibili, come noindex, canonical o un robots.txt non valido, ma non ha accesso a Search Console né all'indice di Google.

Controlla il tuo sito in circa un minuto

L'analisi gratuita misura sul tuo URL i punti di questa guida e mostra cosa correggere per primo.